Pubblicato da: danilomarello | febbraio 6, 2009

Record: sei piani tutti in legno

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Traspirante, isolante, antisismica, bella esteticamente: la prima abitazione interamente in abete, realizzata da Casa spa con il pratrocinio di Assolegno, viene presentata oggi al Made expo

Dopo Gran Bretagna e Giappone, anche in Italia approda la prima abitazione realizzata su più piani (ben 6), realizzata interamente in abete. Un progetto patrocinato da Assolegno e realizzato da Casa spa, una società per azioni, ma di carattere pubblica, comprendente ben 33 comuni dell’area fiorentina.
L’edificio, come afferma il direttore generale di Casa spa, Vincenzo Esposito, è unico nella sua specie, perché nasce in una zona sismica e sarà adibito a casa popolare, quindi con prezzi di affitto bassi e per la sua realizzazione è previsto un budget limitato.

Ma le peculiarità che rendono notevole questo progetto, che verrà presentato oggi al Made alle ore 13 nella lounge di Federlegno-Arredo, sono molte: innanzitutto la struttura in legno a “compensato di tavole”, una soluzione costruttiva sperimentale per la prima volta presentata in Italia su sei piani. Un sistema così innovativo che, non contemplato nella normativa vigente, gli è stato dedicato un Certificato di idoneità tecnica all’impiego ad hoc. Inoltre l’impiego del legno consente una riduzione netta dei tempi di realizzazione, circa la metà, rispetto all’utilizzo del calcestruzzo, grazie alla costruzione completamente a secco. Un impatto ambientale decisamente minore in termini di emissioni di anidride carbonica, consumi di energia e uso di materie prime.

Un edificio che sfata così le credenze popolari: la casa in legno non è quella che cade al soffio del lupo insomma, ma resiste alle scosse sismiche, grazie alla sua elasticità e in caso di incendio, brucia molto lentamente. Dal punto di vista del benessere, il legno è un materiale traspirante, atossico (vedi decreto contro l’emissione di formaldeide), evita la condensa di vapore quando si cucina, e poi bello esteticamente.

Il progetto è stato completato con la consulenza della società di ingegneria Legnopiù srl e dello Studio Tecnico Associato Timber Engineering e verrà realizzato nell’area Ex-Longinotti (Viale Giannotti, Firenze). Il contributo statale è stato già stanziato, avviando quindi l’iter realizzativo. L’intervento consiste di tre edifici: due a destinazione residenziale (6 piani e 4 piani) con una superficie calpestabile complessiva di circa 4.400 m2 e un terzo a destinazione pubblica (ludoteca) che si sviluppa su 2 piani per circa 600 m2.

Casa spa dunque, in linea con le Linee guida per la valutazione della qualità energetica ed ambientale degli edifici in Toscana, realizza un condominio che, lungi da essere la “baita in montagna”, diverrà entro la fine del 2010, una soluzione abitativa moderna e hi-tech: le finiture e gli arredi infatti saranno concordati successivamente e possono essere personalizzabili.

Pubblicato da: danilomarello | febbraio 2, 2009

Happy Tree Friends

L’ultima frontiera dei cartoon è il web? Sempre più cinici e ficcanti non hanno (o non vogliono averlo…?)  spazio nei palinsesti delle Tv pubbliche e private sempre più perbeniste, spoglie e prive di contenuti.

Pubblicato da: danilomarello | febbraio 2, 2009

La casa bianca e vuota di Maurizio Cattelan

Quella di Maurizio Cattelan è una casa che non c’è: l’appartamento esiste, in un condominio milanese di per sé interessante, celebre e malfamato, ma volutamente non prende forma. Forse in contrappasso al padrone di casa, che a furia di riempirla di ragionamenti non trova posto per nient’altro, la casa è pressoché vuota. Eppure risulta ingombrante, perché lo sbigottimento di fronte al nulla è forte, e ci si mette un po’ a metabolizzarlo. Viene da chiedersi se si tratti di uno scherzo, vista la passione per il surreale dell’artista, l’italiano più famoso al mondo, ma poi si capisce che è proprio così. È lo specchio del suo modo di vivere, il negativo del suo affollato pensare….la-casa-bianca-e-vuota-di-maurizio-cattelan

Pubblicato da: danilomarello | febbraio 2, 2009

Scolpire l’impossibile

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Il Triangolo impossibile (conosciuto anche come Triangolo di Penrose) fu creato per la prima volta nel 1934 da Oscar Reutersvärd. Nel 1954, Penrose, famoso fisico matematico, aveva assistito a una lezione di M. C. Escher, che lo ispirò riscoprire il triangolo impossibile. Penrose (che non conosceva il lavoro di Reutersvärd, Piranesi e altri precedenti scopritori del triangolo) disegnò l’illusione nella forma che oggi ci è familiare, pubblicando nel 1958 le sue osservazioni sul «British Journal of Psychology», in un articolo scritto insieme a suo padre, Lionel. Nel 1961, Penrose spedì una copia dell’articolo a Escher, il quale incorporò l’effetto del triangolo in La Cascata, una delle sue litografie più famose. Diversi artisti contemporanei di recente hanno accettato la sfida di creare «opere d’arte impossibili». Ovvero vogliono creare oggetti tridimensionali reali che tuttavia sembrano impossibili. Questi artisti si rifanno alle figure impossibili create dai loro predecessori, tra i quali il famosissimo M. C. Escher. La galleria di immagini che state osservando offre esempi di arte impossibile, ed è curata da Susana Martinez-Conde e Stephen L. Macknik, scienziati del Barrow Neurological Institute, a Phoenix, che si occupano di neuroscienze e illusioni.

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